domenica 5 giugno 2011
venerdì 20 maggio 2011
Parentopoli 2
Riporto un comunicato stampa di Daniela Simionato che è apparsa sui giornali in questi giorni
"Dopo il mio comunicato, apparso sulla stampa locale, intitolato “Parentopoli” in cui lamentavo il fatto che nonostante la delibera di Giunta del 21.10.2010, contro il nepotismo, nulla era cambiato rispetto alle situazioni conosciute di parentela, affinità e convivenza, non ho ricevuto alcuna risposta. Il Sindaco durante un CC, parlando di tutt’altro, vi accennò dicendo che non era vero.
Purtroppo non è così, infatti c’è stato un solo trasferimento, tanto da far sembrare la delibera strumentale. Ci sarebbe poi da contestare non solo i casi di diretta subordinazione tra affini, parenti ecc. oggetto della delibera, ma anche un disinvolto modo di procedere con le assunzioni che guarda caso privilegiano parenti e amici, congiunti.
Nel frattempo, sento dire che sarà soppresso il servizio gestione demografica, e che ci sarà una riorganizzazione dell’U.O. elettorale, anagrafe e stato civile, raggruppando il tutto nel servizio di segreteria generale che a questo punto potrebbe andare in tilt visto il carico di lavoro.
Ora, se lo scopo della ristrutturazione fosse il risparmio, sarebbe buona cosa, purché però la stessa fosse fatta con criterio. Ma sembra proprio che lo scopo non sia questo.
Si spieghi infatti perché tempo fa si spesero circa 200.000 € per mandare in pensione alcuni dirigenti e “risparmiare” e poi ci siano state assunzioni, e addirittura si voglia bandire un concorso per assumere un dirigente.
E ancora, perché trasferire un dirigente a un ufficio in cui non ce n’è bisogno, quando potrebbe essere utile in quello in cui già è o in un altro dove oggettivamente c’è più lavoro?
Francamente sarebbe interessante capire che tipo di risparmio è e qual è la ratio che sta dietro a queste manovre."
"Dopo il mio comunicato, apparso sulla stampa locale, intitolato “Parentopoli” in cui lamentavo il fatto che nonostante la delibera di Giunta del 21.10.2010, contro il nepotismo, nulla era cambiato rispetto alle situazioni conosciute di parentela, affinità e convivenza, non ho ricevuto alcuna risposta. Il Sindaco durante un CC, parlando di tutt’altro, vi accennò dicendo che non era vero.
Purtroppo non è così, infatti c’è stato un solo trasferimento, tanto da far sembrare la delibera strumentale. Ci sarebbe poi da contestare non solo i casi di diretta subordinazione tra affini, parenti ecc. oggetto della delibera, ma anche un disinvolto modo di procedere con le assunzioni che guarda caso privilegiano parenti e amici, congiunti.
Nel frattempo, sento dire che sarà soppresso il servizio gestione demografica, e che ci sarà una riorganizzazione dell’U.O. elettorale, anagrafe e stato civile, raggruppando il tutto nel servizio di segreteria generale che a questo punto potrebbe andare in tilt visto il carico di lavoro.
Ora, se lo scopo della ristrutturazione fosse il risparmio, sarebbe buona cosa, purché però la stessa fosse fatta con criterio. Ma sembra proprio che lo scopo non sia questo.
Si spieghi infatti perché tempo fa si spesero circa 200.000 € per mandare in pensione alcuni dirigenti e “risparmiare” e poi ci siano state assunzioni, e addirittura si voglia bandire un concorso per assumere un dirigente.
E ancora, perché trasferire un dirigente a un ufficio in cui non ce n’è bisogno, quando potrebbe essere utile in quello in cui già è o in un altro dove oggettivamente c’è più lavoro?
Francamente sarebbe interessante capire che tipo di risparmio è e qual è la ratio che sta dietro a queste manovre."
lunedì 9 maggio 2011
Chi fa da sè fa per tre!!
Riporto un articolo che ho letto in questi giorni che parla di come una singola persona in molti casi sia più forte di un'organizzazione di persone... lo riporto perchè mi sembrava un articolo carino ed interessante da leggere.
"Anche gli eventi più traumatici, le situazioni più problematiche, le sfide più difficili... raramente danneggiano DAVVERO un individuo. Certo, possono ferirlo... possono farlo star male, ma difficilmente causano un danno permanente.
Le persone possono sopravvivere ai più devastanti disastri naturali e mantenere un equilibrio mentale quasi inalterato. E riprendersi presto. Ma le relazioni possono essere distrutte da una sola, singola parola... da una unica azione, o da una unica non azione. E questo ha delle implicazioni importanti sulle e nelle organizzazioni di persone, e negli ambienti di lavoro. Soprattutto nelle piccole organizzazioni.
Ed infatti molte piccole società falliscono a causa di relazioni che non vanno più bene tra i soci.
Di solito è condivisa tra le persone l'idea di percepire i propri simili come 'fragili', e questo porta a considerare persone che hanno avuto un'esperienza traumatica come se fossero una specie di 'oggetti danneggiati', che non funzionano più bene.
E semplicemente... non è così. Non è che magari non soffrano, ma spesso non 'funzionano' molto peggio di come funzionavano prima. Le persone sono molto più forti delle organizzazioni.
Ed il motivo per cui non riconosciamo la vulnerabilità e la fragilità intrinseca delle organizzazioni è che difficilmente ci rendiamo conto che le RELAZIONI che costituiscono una organizzazione sono REALI. Sono quasi... solide, cose esistenti e con una propria identità.
Anche persone esperte di dinamiche dei gruppi o lavorativa spesso tendono a considerare una organizzazione più come una unione di persone che altro.
Ma le relazioni, i collegamenti che costituiscono l'organizzazione sono assolutamente reali ed hanno una vita propria.
E determinano in grande misura quello che sarà il comportamento ed il carattere della struttura... e il comportamento delle persone che fanno l'organizzazione.
Vale la pena di dedicarci delle attenzioni :)"
"Anche gli eventi più traumatici, le situazioni più problematiche, le sfide più difficili... raramente danneggiano DAVVERO un individuo. Certo, possono ferirlo... possono farlo star male, ma difficilmente causano un danno permanente.
Le persone possono sopravvivere ai più devastanti disastri naturali e mantenere un equilibrio mentale quasi inalterato. E riprendersi presto. Ma le relazioni possono essere distrutte da una sola, singola parola... da una unica azione, o da una unica non azione. E questo ha delle implicazioni importanti sulle e nelle organizzazioni di persone, e negli ambienti di lavoro. Soprattutto nelle piccole organizzazioni.
Ed infatti molte piccole società falliscono a causa di relazioni che non vanno più bene tra i soci.
Di solito è condivisa tra le persone l'idea di percepire i propri simili come 'fragili', e questo porta a considerare persone che hanno avuto un'esperienza traumatica come se fossero una specie di 'oggetti danneggiati', che non funzionano più bene.
E semplicemente... non è così. Non è che magari non soffrano, ma spesso non 'funzionano' molto peggio di come funzionavano prima. Le persone sono molto più forti delle organizzazioni.
Ed il motivo per cui non riconosciamo la vulnerabilità e la fragilità intrinseca delle organizzazioni è che difficilmente ci rendiamo conto che le RELAZIONI che costituiscono una organizzazione sono REALI. Sono quasi... solide, cose esistenti e con una propria identità.
Anche persone esperte di dinamiche dei gruppi o lavorativa spesso tendono a considerare una organizzazione più come una unione di persone che altro.
Ma le relazioni, i collegamenti che costituiscono l'organizzazione sono assolutamente reali ed hanno una vita propria.
E determinano in grande misura quello che sarà il comportamento ed il carattere della struttura... e il comportamento delle persone che fanno l'organizzazione.
Vale la pena di dedicarci delle attenzioni :)"
domenica 8 maggio 2011
Preghiere on demand
Vedo che ancora continuano sulla stampa locale gli strascichi sulla vicenda della “preghiera modificata”: via Gesù e al suo posto Dio. Non ero intervenuta subito nella polemica proprio per evitare strumentalizzazioni, ma francamente mi sento spinta a farlo dopo aver letto il commento del Vicario. Una risposta che a dir poco mi ha sorpreso. Non credo che la maestra con la sua scelta avesse in mente la Trinità, evocata dal Vicario probabilmente per minimizzare e per mettere tutti d’accordo. Perché allora visto che Gesù è Dio ed è anche Spirito Santo, non ha sostituito la parola Dio con Spirito Santo? Chissà, avrebbe incontrato ancor più il favore dei non cattolici.
A quando le preghiere con dei puntini da riempire come meglio si crede?
Il problema non è tanto nella scelta, secondo me sbagliata e ridicola della maestra, ma nel fatto che ormai stiamo veramente perdendo il senso delle cose, del ridicolo appunto, e in primis della fede che deve essere comoda e ruffiana con lieto fine.
Questo piccolo avvenimento ha prodotto un risultato che è la dimostrazione di come sia sempre più diffusa la concezione miope e distorta della laicità.
Una visione secondo la quale fare esplicito riferimento alla nostra religione significa per ciò stesso essere intolleranti, creare discriminazioni.
Piaccia o meno, bisogna prender atto che ci sono due pesi e due misure.
Come ho già scritto in occasione dell’assassinio del ministro pachistano Bhatti che si era fortemente battuto a difesa di Asia Bibi, la cui vicenda ha avuto scarsissima risonanza al confronto di quella di Sakineh: quei mezzi di comunicazione, così solerti di fronte a qualsiasi problema, come mai sono così silenziosi quando le vicende riguardano i cristiani?
Non una parola sulla discriminazione dei cristiani! Anziché gridare il proprio sdegno e la propria condanna, si sta zitti !
Non vergogniamoci delle nostre radici giudaico-cristiane e abbiamo il coraggio di scegliere se recuperare la fede nei nostri valori non negoziabili oppure scendere lungo la china del relativismo , del buonismo e della propaganda politicamente corretta.
Daniela Simionato
A quando le preghiere con dei puntini da riempire come meglio si crede?
Il problema non è tanto nella scelta, secondo me sbagliata e ridicola della maestra, ma nel fatto che ormai stiamo veramente perdendo il senso delle cose, del ridicolo appunto, e in primis della fede che deve essere comoda e ruffiana con lieto fine.
Questo piccolo avvenimento ha prodotto un risultato che è la dimostrazione di come sia sempre più diffusa la concezione miope e distorta della laicità.
Una visione secondo la quale fare esplicito riferimento alla nostra religione significa per ciò stesso essere intolleranti, creare discriminazioni.
Piaccia o meno, bisogna prender atto che ci sono due pesi e due misure.
Come ho già scritto in occasione dell’assassinio del ministro pachistano Bhatti che si era fortemente battuto a difesa di Asia Bibi, la cui vicenda ha avuto scarsissima risonanza al confronto di quella di Sakineh: quei mezzi di comunicazione, così solerti di fronte a qualsiasi problema, come mai sono così silenziosi quando le vicende riguardano i cristiani?
Non una parola sulla discriminazione dei cristiani! Anziché gridare il proprio sdegno e la propria condanna, si sta zitti !
Non vergogniamoci delle nostre radici giudaico-cristiane e abbiamo il coraggio di scegliere se recuperare la fede nei nostri valori non negoziabili oppure scendere lungo la china del relativismo , del buonismo e della propaganda politicamente corretta.
Daniela Simionato
martedì 3 maggio 2011
Accontentarsi oppure no?
In questi giorni (soprattuto dopo l'ennesima festa... ovvero la notte bianca di Firenze) mi ronza nella testa una domanda: devo iniziare ad accontentarmi di quello che sto vivendo oppure devo pretendere qualcosa di più?
Tutto gira intorno secondo me ad un'altra domanda di difficile risposta: sto "vivendo" bene o male la mia vita? Ho quello che posso avere o no? Posso migliorare o no? ... o ancora più semplicemente: sto andando per la strada giusta o meno?
Come molti sanno, io sono sempre stato per molto tempo (e lo sono ancora in molti casi) un abitudinario, ma chi si adagia troppo sulla sua "zona di confort" non può crescere... ma la domanda che sorge è: e se la mia "zona" è già la migliore? Difficile saperlo.
Per saperlo bisognerebbe aprirsi in altre cose, in modo da avere dei "dati" per poter fare un confronto tra due stili di vita... ma come si dice, il problema è che chi lascia la via vecchia per quella nuova, sa cosa lascia ma non sa quel che trova!!
Visto che siamo entrati in questo ambito (sviluppo personale), voglio riportare un filmato di un famoso personaggio di questo campo, ovvero Anthony Robbins.
"LA VITA CI RIPAGA CON QUALSIASI SOMMA ABBIAMO CAPACITA' E CORAGGIO DI CHIEDERE"
Visto che ci siamo, ne approfitto mostrandovi i tre pilastri del successo secondo Anthony.
I° FOCUS E CHIAREZZA
II° MODELLI VINCENTI
III° RISOLVERE I CONFLITTI INTERIORI
Tutto gira intorno secondo me ad un'altra domanda di difficile risposta: sto "vivendo" bene o male la mia vita? Ho quello che posso avere o no? Posso migliorare o no? ... o ancora più semplicemente: sto andando per la strada giusta o meno?
Come molti sanno, io sono sempre stato per molto tempo (e lo sono ancora in molti casi) un abitudinario, ma chi si adagia troppo sulla sua "zona di confort" non può crescere... ma la domanda che sorge è: e se la mia "zona" è già la migliore? Difficile saperlo.
Per saperlo bisognerebbe aprirsi in altre cose, in modo da avere dei "dati" per poter fare un confronto tra due stili di vita... ma come si dice, il problema è che chi lascia la via vecchia per quella nuova, sa cosa lascia ma non sa quel che trova!!
Visto che siamo entrati in questo ambito (sviluppo personale), voglio riportare un filmato di un famoso personaggio di questo campo, ovvero Anthony Robbins.
"LA VITA CI RIPAGA CON QUALSIASI SOMMA ABBIAMO CAPACITA' E CORAGGIO DI CHIEDERE"
Visto che ci siamo, ne approfitto mostrandovi i tre pilastri del successo secondo Anthony.
I° FOCUS E CHIAREZZA
II° MODELLI VINCENTI
III° RISOLVERE I CONFLITTI INTERIORI
mercoledì 27 aprile 2011
SOLUZIONE COOP
Invio qui di seguito comunicato apparso su alcuni quotidiani locali.
"Un supermercato, a Pistoia, al fine di tutelare la sicurezza dei propri clienti ha attivato un servizio di vigilanza privata nel proprio parcheggio adiacente.
Non è che quel parcheggio fosse pericoloso o che eventi criminosi avessero avuto luogo in quegli ambiti. Però quel parcheggio era diventato territorio controllato da extracomunitari che chiedevano insistentemente il carrello per ricavarne l'euro oppure proponevano, illegalmente, le loro mercanzie di incerta provenienza.
Sicuramente i clienti si saranno lamentati e l'intervento di presidio del parcheggio ha fatto svanire ogni forma di accattonaggio o commercio abusivo.
Questo importante supermercato ha agito nell'interesse proprio e della propria clientela, tutelando l'ordine e la legalità.
Ci complimentiamo con la COOP che per prima ha avuto il coraggio di intervenire su un terreno minato come questo.
La COOP si sa, è il braccio commerciale della sinistra istituzionale.
Speriamo che questa operazione sia di esempio anche a quei politici che non vanno al supermercato come non vanno in autobus e nemmeno prendono un treno regionale.
Solo chi i problemi li vive è in grado di porre loro un rimedio."
"Un supermercato, a Pistoia, al fine di tutelare la sicurezza dei propri clienti ha attivato un servizio di vigilanza privata nel proprio parcheggio adiacente.
Non è che quel parcheggio fosse pericoloso o che eventi criminosi avessero avuto luogo in quegli ambiti. Però quel parcheggio era diventato territorio controllato da extracomunitari che chiedevano insistentemente il carrello per ricavarne l'euro oppure proponevano, illegalmente, le loro mercanzie di incerta provenienza.
Sicuramente i clienti si saranno lamentati e l'intervento di presidio del parcheggio ha fatto svanire ogni forma di accattonaggio o commercio abusivo.
Questo importante supermercato ha agito nell'interesse proprio e della propria clientela, tutelando l'ordine e la legalità.
Ci complimentiamo con la COOP che per prima ha avuto il coraggio di intervenire su un terreno minato come questo.
La COOP si sa, è il braccio commerciale della sinistra istituzionale.
Speriamo che questa operazione sia di esempio anche a quei politici che non vanno al supermercato come non vanno in autobus e nemmeno prendono un treno regionale.
Solo chi i problemi li vive è in grado di porre loro un rimedio."
venerdì 22 aprile 2011
L'Eterno viaggio lirico di Simone Magli tra i premi e l'omaggio di Roberto Carifi
A piccoli ma costanti passi, uno dei più giovani poeti pistoiesi, Simone Magli, 26 anni, prosegue il suo viaggio letterario, e ha raccolto una delle più importanti soddisfazioni nello spazio che gli ha dedicato uno dei più grandi poeti contemporanei, Roberto Carifi, nel suo intervento su "Poesia 259", mensile internazionale di cultura poetica, nella sua rubrica "Per competenza". Qui Carifi fa riferimento al blog di Magli (www.simonemagli.blogspot.com) e definisce "Pensieri massime e riflessioni una magnifica perla, uno scrigno dove Simone contiene tutto il suo dolore".
E dove riporta alcuni versi "senz'amore la vita è una bottiglia di latta che rotola sulla riva, dove il sole non batte e il mare non si muove". "Ma si ricordi il nostro poeta - scrive Carifi rivolgendosi a Magli - che ha poco più di vent'anni, che dal dolore nasce la gioia, anzi la gioia nasce dal dolore".
E poi ci sono gli altri premi che in questi ultimi mesi Magli si è aggiudicato: secondo classificato, su 300 candidati, al primo premio letterario "Linda Scaburri", Comune di Castel Gabbiano, con la poesia "Eterno": "Camminerò al buio sui tuoi passi, fino a che non si volterà il tuo sorriso, a confermarmi che non è stato tutto vano". Terzo classificato alla VI edizione del premio di poesia "Calicanthus" (Tindari, Messina); segnalato alla sezione giovani del concorso "Gianandrea Gavazzeni", "Parole in-canto" di Città Alta (Bergamo), con la lirica "Il dolore bambino": "Non posso stare a guardare l'oceano che si contorce davanti ai miei occhi nudi e rimanere fermo come pietra viva, ad accettare gli schiaffi dei marosi, mentre un neonato se ne sta da solo sulla battigia, agitando le mani nel vuoto".
Infine Simone tiene moltissimo all'omaggio che gli è stato fatto dal Circolo Fotografico "Il Tempio" dove Raffaele Accarino gli ha dedicato decine di pagine nell'edizione stampata in occasione dei 150 dell'Unità d'Italia e che comprendono, oltre alla biografia, anche i tanti premi vinti, poesie e aforismi. "Il ragazzo si farà..." canta De Gregori di un piccolo calciatore, ma anche la poesia è un'arte che richiede coraggio.
E dove riporta alcuni versi "senz'amore la vita è una bottiglia di latta che rotola sulla riva, dove il sole non batte e il mare non si muove". "Ma si ricordi il nostro poeta - scrive Carifi rivolgendosi a Magli - che ha poco più di vent'anni, che dal dolore nasce la gioia, anzi la gioia nasce dal dolore".
E poi ci sono gli altri premi che in questi ultimi mesi Magli si è aggiudicato: secondo classificato, su 300 candidati, al primo premio letterario "Linda Scaburri", Comune di Castel Gabbiano, con la poesia "Eterno": "Camminerò al buio sui tuoi passi, fino a che non si volterà il tuo sorriso, a confermarmi che non è stato tutto vano". Terzo classificato alla VI edizione del premio di poesia "Calicanthus" (Tindari, Messina); segnalato alla sezione giovani del concorso "Gianandrea Gavazzeni", "Parole in-canto" di Città Alta (Bergamo), con la lirica "Il dolore bambino": "Non posso stare a guardare l'oceano che si contorce davanti ai miei occhi nudi e rimanere fermo come pietra viva, ad accettare gli schiaffi dei marosi, mentre un neonato se ne sta da solo sulla battigia, agitando le mani nel vuoto".
Infine Simone tiene moltissimo all'omaggio che gli è stato fatto dal Circolo Fotografico "Il Tempio" dove Raffaele Accarino gli ha dedicato decine di pagine nell'edizione stampata in occasione dei 150 dell'Unità d'Italia e che comprendono, oltre alla biografia, anche i tanti premi vinti, poesie e aforismi. "Il ragazzo si farà..." canta De Gregori di un piccolo calciatore, ma anche la poesia è un'arte che richiede coraggio.
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