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venerdì 26 dicembre 2008

La corazzata Kotiomkin

La corazzata Kotiomkin (o Kotionkin) è il film (fittizio) ispirato ironicamente a La corazzata Potëmkin, al centro di un episodio di culto del film di Fantozzi.

La scena vede il professor Guidobaldo Maria Riccardelli, capo del protagonista Ugo Fantozzi, imporre ai suoi impiegati la ripetuta visione di film d'autore che lui venera. Dopo l'ennesima proiezione de La corazzata Kotiomkin, il preferito del professore, giunge lo storico commento di Fantozzi:
« Per me.... la corazzata Kotiomkin... è una cagata pazzesca!... Hai capito? Eh? Merdaccia! »
(Paolo Villaggio in Il secondo tragico Fantozzi)

Gli impiegati si ribellano, prendendo in ostaggio il direttore e costringendolo a vedere film di basso livello culturale (Giovannona Coscialunga, L'esorciccio e l'inesistente La polizia s'incazza), ma solo dopo averlo fatto inginocchiare sui ceci (per contrappasso alla sua abitudine di punire in tal modo gli impiegati disinteressati alle sue pellicole) e aver dato fuoco davanti ai suoi occhi alle diciotto bobine della sua rara copia personale del film.

L'episodio de La corazzata Kotiomkin vuole essere satirico nei confronti della classe borghese intellettualistica e snob, che impone a se stessa e agli altri una cultura stereotipata seguendo schemi precostituiti. Il film a cui si ispira la scena, La corazzata Potëmkin di Sergej M. Ejzenštejn, è un'opera effettivamente poco accessibile ad un pubblico medio, ma in virtù del suo indiscutibile valore cinematografico e storico in fase di sceneggiatura si decise di non citarlo letteralmente, bensì con un nome che ne fosse il calco parodistico; anche il nome del regista venne opportunamente modificato: Sergej M. Ejzenštejn divenne Serghei M. Einstein. Inoltre il film russo non è lungo come si lascia intendere: per dare più credibilità all'esasperazione degli impiegati La corazzata Kotiomkin è composta da ben diciotto interminabili bobine, quando in realtà La corazzata Potëmkin dura soltanto 75 minuti, meno dei 92 minuti di applausi ricevuti da Fantozzi al termine dell'ultima proiezione. Va notato che non avendo ottenuto i diritti per riprodurre parti dell'opera originale, tutte le scene del capolavoro visibili nel film dovettero essere ricostruite ex-novo.

Parte 1


Parte 2


Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Il_secondo_tragico_Fantozzi

mercoledì 24 dicembre 2008

Gli appellativi

Oggi vi propongo un altro spezzone fantozziano, dove gli appellativi si sprecano.

Infatti, in questo episodio di "Fantozzi contro tutti", vengono sciolinati tutti gli appellativi assegnati al più famoso dei ragionieri.

L'episodio inizia con Filini e Fantozzi che sono stati chiamati dal Gr. ladr. farabut. di gr. croc. mascalz. assas. figl. di gr. putt. marchese conte Piermatteo Barambani megalom.

Lo scopo della chiamata è una gita in barca... e già qui gli appellativi si sprecano: entrambi i ragionieri vengono chiavati poveracci, disgraziati, inferiori, pezzenti (e già Fantozzi viene appellato come "bambocci").

All'arrivo al porto, si assiste alla scena in cui Filini deve chiedere ad un inglese se si è fatto male (ovviamente non riuscendoci).

Una volta sulla nave (con molta fatica), si sentano ridire inferiori e poveracci; ma il più berzagliato è Fantozzi: bambocci, fantocci, bambocci beccacci, marmozzi, bagherozzi, pupazzi, bagherozzi, bambozzi, cagnacci.

Che dire... grande momento di spettacolo.

Parte 1


Parte 2

martedì 23 dicembre 2008

Mitico Fantozzi

Anche ieri sera c'è stato un grande film in tv: "Il secondo tragico Fantozzi".

Anche in questo film tante sono le scene gustose... io vi propongo quella della caccia, una di quelle più spassose a parer mio, anche se ce ne sono molte altre (casinò, la corrazzata, il varo, la cena con la Serbelloni, il viaggio a Capri...)



TRAMA

Il film comincia col Rag. Fantozzi che, in piena notte, fa lo straordinario per coprire le uscite del DucaConte Semenzara di fronte alla nobile moglie. Dopo aver rischiato la morte nell'incontro con due guardie giurate, il nostro tenta invano di tornare a casa proprio mentre un esercito di automobilisti, nella fattispecie gli stessi colleghi che entrano al lavoro, lo costringono tragicamente a tornare alla sua scrivania di impiegato.

Il primo episodio vero e proprio vede Fantozzi sorteggiato dalla Dea bendata Silvani per accompagnare il DucaConte Semenzara al casinò di Montecarlo. L'occasione era davvero mostruosa. Tre giorni a Montecarlo a veder giocare il Semenzara. Che se poi avesse sospettato che il suo accompagnatore portava fortuna, era fatta per tutta la vita. Dopo un arrivo anticipato di qualche ora alla stazione (Il treno per Montecarlo partiva alle 23:37. Fantozzi si presentò sul marciapiede alle 4:12 pomeridiane: sette ore prima.) e dopo essere stato umiliato dal Ducaconte che appella la sig.ra Pina e Mariangela come due facce da menagramo, i due si dirigono verso Montecarlo in un tragicomico viaggio in treno. Al casinò, Fantozzi deve subire le angherie scaramantiche del DucaConte che lo costringe a toccargli il sedere e ad ingurgitare svariati litri della terribile acqua Bertier, la più gasata del mondo (che lo costrinse ad ancorarsi come un pallone sonda), dopo un gigantesco rutto causato dalla terribile acqua Bertier, Fantozzi vince alla roulette, giocando il numero 27 consigliato dalla signorina Silvani, la somma di 700 mila lire che subito furono sequestrate dal DucaConte Semenzara per pagare il conto della suite al Grand Hotel, gli extra, due prostitute, e il singolo in vagone letto per il ritorno. Fantozzi invece farà tutto il viaggio aggrappato sotto al treno.

Rimesso in piedi grazie ai rimedi ustionanti della sig.ra Pina, che provocano sempre apparizioni mistiche in Fantozzi, si passa ad una battuta di caccia, organizzata ovviamente dal rag. Filini. In un luogo che in teoria non dovrebbe conoscere nessuno si scatena una vera e propria guerra, con mitragliatrici, mezzi corazzati e biplani, che si conclude solo al tramonto, giusto in tempo per vedere la Domenica Sportiva.

Il varo della turbonave aziendale da parte della Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare si conclude, dopo l'ennesimo maldestro tentativo che porta in acqua Fantozzi ed altri personaggi tra cui nell'ordine: sindaco con fascia tricolore, ministro della marina mercantile, centoduenne baronessa Filiguelli de Bonchamp, mascotte a vita della società. Finita la riserva di champagne, fu deciso di cambiare il rituale della cerimonia: taglio di un cavetto metallico che avrebbe messo in moto il meccanismo del varo. Risultato: taglio netto del mignolo dell'Arcivescovo con annesso anello pastorale. Ma è anche l'occasione per una soirée alla villa della Contessa che vede invitati anche gli inseparabili Fantozzi e Filini che arrivarono in ritardo a causa dell'incontro con il cane da guardia di circa due tonnellate Ivan il Terribile XXXII, discendente diretto di Ivan il Terribile I appartenuto allo Zar Nicola leggendario campione di caccia al mugiko nella steppa e fucilato come nemico del popolo durante la rivoluzione d'ottobre sulla Piazza Rossa, i due si distinguono per l'assoluta mancanza di galateo. Storiche sono le scene dei colori assunti da Fantozzi a causa di un tordo mangiato intero (Rosso, rosso pompeiano, arancio aragosta, viola, viola addobbo funebre, blu tenebra. Sul blu tenebra Fantozzi andò in coma cardio respiratorio) e del riso al forno con pomodorini di guarnizione (fuori freddi, dentro palla di fuoco a diciotto mila gradi). Fantozzi non terminerà la cena, rubando una Maserati e scappando da Ivan il Terribile XXXII. Passerà in macchina, sottocasa, svariati giorni ovviamente conteggiati come ferie già godute.

Riuscito a liberarsi dall'assedio della bestiola, Fantozzi decide di darsi malato proprio quando riceve da un vicino tre biglietti omaggio per il Circo Americano. L'occasione è troppo ghiotta e la famiglia decide di sfruttare i biglietti, con la dovuta cautela. Fantozzi viene immediatamente riconosciuto da Corrado Maria Lobbiam (Ugo Bologna), superiore del ragioniere, e tenta di spacciarsi per un artista del circo ma finisce come uomo proiettile, sparato in provincia di Agrigento dove ha una nuova visione a sfondo mistico.

Con un salto indietro nel tempo si scopre che Fantozzi è entrato nella megaditta con la mansione di spugnetta per francobolli e che la carriera è proseguita anche grazie alle simpatie che ha suscitato da parte del Professor Guidobaldo Maria Riccardelli, cinefilo appassionato di film d'arte. Il nostro eroe viene così costretto a visionare capolavori come Dies irae di Carl Theodor Dreyer, L'uomo di Aran di Flaherty ma soprattutto La corazzata Potemkin. In realtà, nel film, viene citato il capolavoro russo con un titolo diverso, cioè La corazzata Kotiomkin (o Kotionkin), ma è ormai d'uso comune associare il titolo originale a questa scena. Dopo giorni di supplizi che costringono Fantozzi anche a rinunciare alla visione di Italia-Inghilterra, storico incontro di calcio (che per la cronaca vide la prima vittoria della nazionale presso lo Stadio di Wembley grazie ad un gol di Capello), ormai esasperato il ragioniere trova il coraggio di ribellarsi esclamando una delle frasi più classiche della saga Fantozziana:
« Per me, La corazzata Kotiomkin, è una cagata pazzesca!!! »
Il Riccardelli verrà così obbligato a visionare a rotazione Giovannona Coscialunga, L'esorciccio e un inesistente La polizia s'incazza (titolo poi ripescato per uno degli sketch con Luca e Paolo nella trasmissione televisiva comica "Super Ciro") ma i rivoltosi ed il loro leader (ovviamente Fantozzi) saranno costretti alla resa e alla reinterpretazione del capolavoro del maestro Ejzenštejn ogni sabato fino all'età pensionabile.

L'episodio seguente vede Fantozzi, Filini e Calboni in una uscita notturna all'insaputa dei relativi familiari. I tre si recano così in un night club dove fecero tutto quello che si può fare per farsi rapinare in un locale notturno, Fantozzi pagherà di tasca sua 649.000 Lire + il 18% di servizio. La serata termina con Filini lasciato alle prese con un gruppo di tassisti minacciosi per il mancato pagamento e Fantozzi accucciato come un cane da guardia sullo zerbino di casa sua dove Calboni si è appartato con una signorina rimorchiata al night. L'arrivo della Silvani furiosa di gelosia è l'occasione per il riscatto di Fantozzi che tenta di lanciarsi in una dichiarazione d'amore nei confronti della collega. Il tentativo, inizialmente malriuscito, si rivela poi andato a buon segno e dà il la per l'episodio successivo.

La Silvani propone infatti a Fantozzi di partire insieme per Capri, come una specie di viaggio di nozze. Abbandonato l'ufficio e consumata l'ultima cena con moglie e figlia, Fantozzi parte per la nuova avventura e dopo un viaggio interminabile verso Napoli i due fedifraghi arrivano a Capri. Il soggiorno non si rivelerà proprio positivo per il ragioniere che, dopo un tuffo nella piscina vuota e dopo aver preso in pieno un faraglione durante lo sci nautico, si vede anche sfrattato dall'arrivo del geometra Calboni. Ormai deciso al suicidio, Fantozzi si lancia in mare aperto ma viene tratto in salvo da una paranza di Torre Annunziata e immesso sul mercato ittico dalla Findus come cernia surgelata.

Comprato, tutto intero, dalla moglie proprio la vigilia di Natale, Fantozzi decide di riprendere il menage familiare e di festeggiare la Santa Festa con Pina e Mariangela. Naturalmente il quadretto familiare viene bruscamente interrotto dalla telefonata del Megadirettore di turno che offre a Fantozzi il reintegro nella società, naturalmente dal gradino più basso: il parafulmine.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Il_secondo_tragico_Fantozzi

giovedì 18 dicembre 2008

E' fatta

Oggi, dopo un tour de force di quasi 12 ore, sono riuscito a portare anche ogni l'ennesima pagnotta a casa.

Dalle prime parole mi accorgo di non aver detto nulla, o quasi... inizierei dall'origine di questo post.

Diverse persone mi hanno detto che dovrei scrivere qualcosa di personale in questo blog; l'idea per ora non mi alluzza (e forse non cambierò idea), ma per questo post le accontenterò, vista la giornata di oggi (senza dimenticare ieri e senza tralasciare il futuro).

Intanto inizierei dal passato recente, ovvero dalla serata di ieri: grande bouffet al caffe du globe, dove c'è stata una bellissima festa di laurea. La rimpatriata ha fatto bene alle anime che erano arrivate stanche all'ora di cena dopo una giornata di lavoro e/o studio. A tal proposito, rifaccio gli auguri a Tommaso, e ringrazio lui e i suoi genitori per tutta la serata, visto anche tutto quel che s'è mangiato e bevuto, per non parlare del gruppone degli invitati che sono stati ben "assortiti".

Dopo il ritorno alla branda, la sveglia ha suonato alle 7:40, per poter prendere il treno alle 8:42 (preso di corsa come sempre... corsa che si è rivelata inutile perchè il treno era in ritardo).

Tutto questo perchè avevo un esame (geografia economica, forse il corso più interessante che ho fatto... pensate gli altri). Sarebbe stato troppo semplice se la pratica fosse durata soltanto qualche ora. Vi dico subito che ho sostenuto l'esame verso le 16:15 e dopo un quarto d'ora esco con la pagnotta pronta (un altro 28 si aggiunge agli altri voti), andando verso la stazione di corsa per non perdere il treno (anche se qualcuno che mi conosce come pendolare sa che è il treno che aspetta me e non viceversa).

Anche qui trovo le sorprese, tra cui un mio amico che passerà il capodanno con me insieme ad altri ragazzi, salvo cataclismi dell'ultimo minuto.

Riesco a rimettere piede a casa alle 17:30... e la prima cosa che faccio è addentarmi la schiacciata made in Conad, visto che ho saltato il pranzo; ormai ero in riserva, nonostante la solita colazione abbondante composta dal solito mezzo litro di latte, 3 macine e cofana di cereali Nesquik.

Quindi, ricapitolando:
- tour de force dalle 8:30 (partenza di casa) fino alle 17:30 (arrivo a casa)
- gioia per la festa di ieri (ma aggiungerei anche il compleanno passato sabato sera), il voto di oggi e le fantasticherie sul capodanno (senza scordarsi del natale che si avvicina).

E potrebbe non esser finita qui... stasera ho anche l'ora di tennis. Ma alle porte c'è la giornata di domani, che sarà passata quasi interamente presso lo studio dove lavoro (visto che la mezza giornata di oggi l'ho saltata).

Penso di non aver dimenticato nulla... Oggi non ho voluto rinunciare però all'ennesimo video (sempre fantozzi)

mercoledì 17 dicembre 2008

Che film...

Ieri sera ho rivisto uno dei capolavori cinematografici di tutti i tempi: "Fantozzi".

Il film inizia con una telefonata dalla signora Pina, che chiama la società Italpetrolcemetermotessilfarmometalchimica, in cui Fantozzi "presta tragicamente servizio", poiché ha perso le tracce del marito da ben diciotto giorni. Si scoprirà, a seguito di ricerche non certo scrupolose, che egli era stato murato vivo negli ex gabinetti dell'azienda.

Poi c'è la mitica scena della "sveglia" per andare a lavoro.... L'inizio recita così:



Ma il pezzo che più mi ha fatto ridere e che ricordo bene ancora è il finale, con il primo incontro di Fantozzi con il Mega Direttore Galattico, entità che le voci dicevano fosse addirittura astratta. I due video qui sotto riportano questo fatto, partendo dalla delusione d'amore avuta con la signorina Silvani a Courmayeur.





PS: Ho due curiosità
1) Il grande edificio sede della società per la quale Fantozzi lavora è in realtà il palazzo della Regione Lazio a Roma; l'edificio fu usato come location solo per questo primo episodio della saga.

2) "No, non lo aiutate! Sennò è squalificato! Deve arrivarci da solo!". Quest'ultima frase è una citazione della maratona olimpica di Londra 1908, quando l'italiano Pietri giunge per primo allo stadio in condizioni disperate, ma con più di 10 minuti di vantaggio dal secondo in classifica. Barcolla e cade più volte, impiegando tutto il vantaggio accumulato per percorrere il giro della pista, mentre tutto lo stadio è in trepidazione per lui. Aiutato ad alzarsi dai giudici e sorretto negli ultimi metri, il povero Pietri giunge per primo al traguardo, ma in seguito viene squalificato. La citazione viene anche ripresa in un film successivo della serie, Superfantozzi, quando il ragioniere, nei panni di Filippide, percorre la strada tra Maratona e Atene e cade a pochi metri dall'arrivo.