"Perchè continuare ad assaltare le banche?" chiese un giorno un severo giudice americano a un pregiudicato che era stato catturato dopo l'ennesima tentata rapina. "Vostro onore" fu la risposta del pregiudicato "perchè lì ci stanno i soldi". La risposta non fa una grinza ma è d'uopo ricordare che i soldi che stanno in banca non sono della banca ma sono nostri. Letteralmente, i nostri soldi - a parte gli spiccioli che siamo abituati a tenere in portafoglio - stanno nelle banche, sia sotto forma di depositi che sotto forma di custodia di titoli, per non parlare di gioielli o vasellame d'argento, che alcuni tengono nelle cassette di sicurezza.
E' comprensibile quindi che in tempi di crisi il pensiero corra alle banche.
Non ci preoccupa la sorte dei banchieri, ci preoccupa piuttosto la sorte dei nostri soldi. Che cosa minaccia oggi le banche?
Ieri - era la fine del 2008, quando scoppiò la crisi finanziaria internazionale - le banche, non solo in Italia ma nella maggior parte del mondo, erano nell'occhio del ciclone. Perchè? Per due ragioni: molti istituti bancari avevano comprato a man bassa molti titoli ad alto rendimento, che si erano rilevati poi fragili e invendibili: le famose obbligazioni "sintetiche", che avevano dentro, variamente reimpacchettati e infiocchettati, quei mutui subprime concessi a destra e a manca senza preoccuparsi della solvibilità del debitore.
La seconda ragione sta nel fatto che molte banche avevano infranto la regola d'oro del buon banchiere: far combaciare le scadenze. Cioè a dire, se la tua provvista di fondi è solida e stabile, presta pure a breve o a lunga; ma se ti provvedi di fondi a breve, presta solo a breve, non a lunga. Altrimenti, se i mercati del danaro all'ingrosso (fondi monetari e altri) dove ti sei rifornito non ri rinnovano le linee di credito e tu hai prestato quei soldi a lungo termine, hai dei problemi.
Fortunatamente per l'Italia, le nostre banche non avevano in pancia grandi quantità di quelle obbligazioni traballanti e dotate di una certa saggezza contadina, avevano rispettato la regola d'oro di cui sopra.
Oggi i dubbi sullo stato di salute delle banche non vengono dalle ragioni di ieri: la lezione della Grande crisi finanziaria mondiale è stata imparata. I dubbi vengono piuttosto dal fatto che le banche hanno in pancia grandi quantità di titoli dei Paesi in bilico (Grecia, Irlanda, Portogallo) e, se quei titoli non vengono rimborsati, le banche soffrono grosse perdite.
Le banche italiane hanno una esposizione limitata verso quei Paesi, ma, naturalmente, hanno invece in pancia molti titoli di Stato italiani. Per questo, nel momento in cui i mercati esprimono dubbi sui nostri titoli e ne abbassano il valore, le banche soffrono, e noi soffriamo con loro. Tuttavia, per le ragioni dette ieri, quei dubbi non hanno ragione di essere. Le banche italiane sono solide, e le nostre finanze pubbliche, anche se un po' acciaccate, stanno in fondo meglio rispetto a quelle di tanti altri Paesi.
Mette conto a questo punto ricordare che la vera ricchezza di un Paese non sta tanto nell'oro detenuto dalle Banche centrali o nei titoli; la vera ricchezza sta nelle risorse naturali, nel capitale umano, nella voglia difare e di intraprendere, nella solidità delle istituzioni, nella coesione del tessuto sociale, nella capacità tecnologica, nella qualità del sistema educativo... Cerchiamo prima di tutto queste cose e, allora, come dice il Vangelo, "tutto il resto vi sarà dato".
lunedì 14 novembre 2011
domenica 13 novembre 2011
Niente panico da conti pubblici
Nei giorni bui dell'autunno 2008, fra la gente in coda al supermercato si sentivano voci angosciate "Devo ritirare i denari dalla banca?", "e dove li metto?", "devo vendere i bot?", "mi toglieranno più soldi dalla busta paga?".
Siamo tornati a quelle giornate convulse? Le risposta breve è "no". La crisi che ci troviamo a vivere è una crisi seria, ma non ha molto a che vedere con la Grande recessione che si dispiegò tre anni fa. Tuttavia, è importante prima di tutto capire la natura di questa crisi. Se non si capisce quello che succede ci arrocchiamo in difesa. Cosa facciamo quando entriamo in una stanza buia? Prima di tutto, ci fermiamo: non andiamo nè avanti nè indietro. Il comportamento è razionale: non possiamo inoltrarci nel buio, rischiamo di farci male. Ma quello che è razionale per ognuno di noi diventa pericoloso per noi come comunità: se tutti si fermano, rimandano le spese, non mettono mano al portafoglio, allora i soldi non circolano più, l'economia si ferma e torna la recessione.
Diventa allora necessario spiegare quello che è successo. Vediamo di rispondere a due domande.
Perchè l'Italia si trova nell'occhio del ciclone? Forse perchè i conti pubblici italiani vanno male? No, i conti pubblici non vanno affatto male, e bastano alcune cifre per rendersene conto. L'anno scorso l'Italia ha registrato un deficit pubblico pari al 4.5% del nostro prodotto nazionale (Pil), e quest'anno il deficit scenderà al 3,9% (i dati dei primi sei mesi confermano il miglioramento). In ambedue i casi si tratta di disavanzi minori rispetto all'Eurozona. E questa è la ragione per cui, malgrado il nostro debito pubblico (una triste eredità del passato) sia molto elevato, i mercati ci avevano lasciati in pace. Gli occhi erano puntati su altri Paesi (Grecia, Irlanda, Portogallo) e l'Italia venica considerata, una volta ogni tanto, affidabile. Tutto è cambiato quando, dopo la sconfitta alle elezioni amministrative, il Governo si è indebolito: i mercati hanno avuto paura che la mano ferma che aveva finora retto il timone delle nostre finanze pubbliche avrebbe cominciato a traballare, e il deficit non sarebbe più stato tenuto sotto controllo.
D'accordo, ma sono giustificati questi timori? I fatti finora ci dicono di no, questi timori non sono giustificati. Nei momenti difficili gli italiani sanno mettere da pare le ostilità, e maggioranza e opposizione si sono messe d'accordo per far passare una manovra di correzione dei conti. Si può criticare questa manovra, ma in ogni caso si tratta di una stretta che mantiene il bilancio pubblico in zona sicurezza. E non è solo a livello parlamentare che si nota una maggiore unità di intenti. Anche a livello dei corpi intermedi - Sindacati e datori di lavoro - vi è stato uno storico accordo sui contratti e, su questo cruciale articolo della pace sociale, si è sotterrata l'ascia di guerra.
Ciò detto, la crisi non è finita. Molti ostacoli devono ancora esser superati e molte leggittime preoccupazioni ancora turbano i cittadini.
Siamo tornati a quelle giornate convulse? Le risposta breve è "no". La crisi che ci troviamo a vivere è una crisi seria, ma non ha molto a che vedere con la Grande recessione che si dispiegò tre anni fa. Tuttavia, è importante prima di tutto capire la natura di questa crisi. Se non si capisce quello che succede ci arrocchiamo in difesa. Cosa facciamo quando entriamo in una stanza buia? Prima di tutto, ci fermiamo: non andiamo nè avanti nè indietro. Il comportamento è razionale: non possiamo inoltrarci nel buio, rischiamo di farci male. Ma quello che è razionale per ognuno di noi diventa pericoloso per noi come comunità: se tutti si fermano, rimandano le spese, non mettono mano al portafoglio, allora i soldi non circolano più, l'economia si ferma e torna la recessione.
Diventa allora necessario spiegare quello che è successo. Vediamo di rispondere a due domande.
Perchè l'Italia si trova nell'occhio del ciclone? Forse perchè i conti pubblici italiani vanno male? No, i conti pubblici non vanno affatto male, e bastano alcune cifre per rendersene conto. L'anno scorso l'Italia ha registrato un deficit pubblico pari al 4.5% del nostro prodotto nazionale (Pil), e quest'anno il deficit scenderà al 3,9% (i dati dei primi sei mesi confermano il miglioramento). In ambedue i casi si tratta di disavanzi minori rispetto all'Eurozona. E questa è la ragione per cui, malgrado il nostro debito pubblico (una triste eredità del passato) sia molto elevato, i mercati ci avevano lasciati in pace. Gli occhi erano puntati su altri Paesi (Grecia, Irlanda, Portogallo) e l'Italia venica considerata, una volta ogni tanto, affidabile. Tutto è cambiato quando, dopo la sconfitta alle elezioni amministrative, il Governo si è indebolito: i mercati hanno avuto paura che la mano ferma che aveva finora retto il timone delle nostre finanze pubbliche avrebbe cominciato a traballare, e il deficit non sarebbe più stato tenuto sotto controllo.
D'accordo, ma sono giustificati questi timori? I fatti finora ci dicono di no, questi timori non sono giustificati. Nei momenti difficili gli italiani sanno mettere da pare le ostilità, e maggioranza e opposizione si sono messe d'accordo per far passare una manovra di correzione dei conti. Si può criticare questa manovra, ma in ogni caso si tratta di una stretta che mantiene il bilancio pubblico in zona sicurezza. E non è solo a livello parlamentare che si nota una maggiore unità di intenti. Anche a livello dei corpi intermedi - Sindacati e datori di lavoro - vi è stato uno storico accordo sui contratti e, su questo cruciale articolo della pace sociale, si è sotterrata l'ascia di guerra.
Ciò detto, la crisi non è finita. Molti ostacoli devono ancora esser superati e molte leggittime preoccupazioni ancora turbano i cittadini.
mercoledì 12 ottobre 2011
Finalmente i video!!
Finalmente dopo tanto tempo sono riuscito a mettere in rete i video dell'estate (sì, proprio così... i video, perchè sono più di uno).
Mi ci è voluto un mese di lotta contro i diritti di copyright (e un computer fuso), ma ce l'ho fatta, e adesso la missione di rendere tutto visibile agli altri è terminata.
In questo post però voglio solo riportare il mini-video, che è una sorta di riassunto degli altri due pubblicati, che vi invito comunque a vedere su youtube (lì ci sono tutte le foto e in pratica tutti i tormentoni dell'estate).
Mi ci è voluto un mese di lotta contro i diritti di copyright (e un computer fuso), ma ce l'ho fatta, e adesso la missione di rendere tutto visibile agli altri è terminata.
In questo post però voglio solo riportare il mini-video, che è una sorta di riassunto degli altri due pubblicati, che vi invito comunque a vedere su youtube (lì ci sono tutte le foto e in pratica tutti i tormentoni dell'estate).
martedì 11 ottobre 2011
In tempi di crisi bisogna tagliare le inefficienze?
Rieccomi sul blog per una profonda (?) riflessione su un avvenimento che è avvenuto tempo fa: lo sciopero degli insegnati e degli studenti.
Come sempre succedono casini, basta vedere i vari scontri, i nuovi murales che spuntano come funghi, sporcizia... tutto al grido di “salviamo la scuola, non le banche” (più o meno si girava su questo discorso).
Io sono sempre stato molto restio su queste manifestazioni studentesche, vedendole come buon pretesto per far forca a scuola in un periodo magari dove c'è rischio compiti – interrogazioni e dove tutto è ancora rimediabile (anche perchè ho le manifestazioni vengono fatte sempre nei mesi di ottobre e novembre, mai ad aprile e maggio, quando non puoi fare più il ganzo e continuare a fare forca se non vuoi ripetere l'anno)... e anche ora la vedo un po' così, forse sbagliando.
Si sente sempre che in tempi di crisi bisogna tagliare sulle spese superflue, sulle inefficienze e mi sono chiesto: “visto che si deve tagliare sulle inefficienze, è giusto tagliare sulla scuola?”.
In effetti in questi ultimi anni, la scuola sta andando a rotoli, un po' per i tagli, ma molto secondo me dipende dal fatto che i giovani che studiano veramente ce ne sia sempre meno, per svariati motivi, non certo per colpa dei tagli.
Infatti, basta pensare alla scuola dei nostri genitori: non penso che le scuole fossero dotate di computer, di aule perfette dove il clima fosse sempre gradevole (intendo proprio il clima meteorologico, visto che ci si lamenta del mancato riscaldamento, oppure dell'acqua piovana in palestra o in classe...) e di tante altre cose... anche la competenza degli insegnanti non penso sia diminuita nel tempo.
Quindi penso che il vero fattore che incide è “la voglia” degli studenti, che ormai pensano ad altro, tranne che a studiare (ovviamente incidano su questo altro tipo di fattori: messaggi che passano in tv, genitori non più in grado di “crescere” la famiglia...).
E arriva la risposta alla domanda “Il settore scolastico è un settore efficiente? No, quindi tagliamo le inefficienze”..
Certo è che forse ci dobbiamo porre un'altra domanda, che va oltre tutto questo: ma in tempi di crisi:
- bisogna tagliare le inefficienze
- o bisogna tagliare dove le cose vanno bene, in modo da dirottare eventualmente alcune di queste risorse nei settori poco efficienti per migliorarli?
Di sicuro per ora nel settore scolastico (e non solo) sembra che sia stata presa in pieno la prima strada. Però ci si potrebbe chiedere: ma se invece di fare i tagli alla scuola, si spendesse di più su tale settore fondamentale per la crescita di ogni paese, sarebbe davvero meglio, visto il panorama italiano?
La mia risposa come sapete è no, perchè sono un po' pessimista sulle capacità dei giovani italiani d'oggi a capire l'importanza dell'istruzione, che viene vista come uno dei tanti passatempi, che però ha la caratteristica di far annoiare.
Come sempre succedono casini, basta vedere i vari scontri, i nuovi murales che spuntano come funghi, sporcizia... tutto al grido di “salviamo la scuola, non le banche” (più o meno si girava su questo discorso).
Io sono sempre stato molto restio su queste manifestazioni studentesche, vedendole come buon pretesto per far forca a scuola in un periodo magari dove c'è rischio compiti – interrogazioni e dove tutto è ancora rimediabile (anche perchè ho le manifestazioni vengono fatte sempre nei mesi di ottobre e novembre, mai ad aprile e maggio, quando non puoi fare più il ganzo e continuare a fare forca se non vuoi ripetere l'anno)... e anche ora la vedo un po' così, forse sbagliando.
Si sente sempre che in tempi di crisi bisogna tagliare sulle spese superflue, sulle inefficienze e mi sono chiesto: “visto che si deve tagliare sulle inefficienze, è giusto tagliare sulla scuola?”.
In effetti in questi ultimi anni, la scuola sta andando a rotoli, un po' per i tagli, ma molto secondo me dipende dal fatto che i giovani che studiano veramente ce ne sia sempre meno, per svariati motivi, non certo per colpa dei tagli.
Infatti, basta pensare alla scuola dei nostri genitori: non penso che le scuole fossero dotate di computer, di aule perfette dove il clima fosse sempre gradevole (intendo proprio il clima meteorologico, visto che ci si lamenta del mancato riscaldamento, oppure dell'acqua piovana in palestra o in classe...) e di tante altre cose... anche la competenza degli insegnanti non penso sia diminuita nel tempo.
Quindi penso che il vero fattore che incide è “la voglia” degli studenti, che ormai pensano ad altro, tranne che a studiare (ovviamente incidano su questo altro tipo di fattori: messaggi che passano in tv, genitori non più in grado di “crescere” la famiglia...).
E arriva la risposta alla domanda “Il settore scolastico è un settore efficiente? No, quindi tagliamo le inefficienze”..
Certo è che forse ci dobbiamo porre un'altra domanda, che va oltre tutto questo: ma in tempi di crisi:
- bisogna tagliare le inefficienze
- o bisogna tagliare dove le cose vanno bene, in modo da dirottare eventualmente alcune di queste risorse nei settori poco efficienti per migliorarli?
Di sicuro per ora nel settore scolastico (e non solo) sembra che sia stata presa in pieno la prima strada. Però ci si potrebbe chiedere: ma se invece di fare i tagli alla scuola, si spendesse di più su tale settore fondamentale per la crescita di ogni paese, sarebbe davvero meglio, visto il panorama italiano?
La mia risposa come sapete è no, perchè sono un po' pessimista sulle capacità dei giovani italiani d'oggi a capire l'importanza dell'istruzione, che viene vista come uno dei tanti passatempi, che però ha la caratteristica di far annoiare.
lunedì 26 settembre 2011
La Cina è vicina. A chi?
Che la Cina non fosse il male assoluto l'ho sempre pensato.
Ho sempre pensato che un sì grande paese potesse rappresentare un'opportunità più che una minaccia a patto che le politiche commerciali tra i due paesi fossero progettate e sviluppate secondo disegni preordinati in un'ottica imprenditoriale di lungo periodo. Il tutto, senza perdere di vista i possibili effetti collaterali, quali i problemi socio-economici che i nostri vicini di Prato stanno vivendo sulla propria pelle.
Il fatto che l'azienda della mia famiglia operi nel settore moda, mi porta a guardare con una sensibilità particolare a questo comparto che ho conosciuto da sempre, nella buona e nella cattiva sorte.
Fatta questa premessa, devo dire che quando sentivo politici di rango parlare della questione, qualche brivido mi correva lungo la schiena. Così quando Prodi invitava ad aprire i nostri porti alle merci provenienti dalla Cina, non era difficile prevedere quello che di lì a poco sarebbe successo: il porto di Napoli inondato di container zeppi di tutto, ma proprio tutto, sotto l'occhio tollerante di funzionari al soldo della malavita organizzata.
E che dire del nostro governatore Rossi che parla più come un console onorario di quella repubblica popolare che come presidente di una regione dove uno dei più importanti distretti industriali (Prato, appunto) ha subìto una devastazione che rischia di culminare in un genocidio socio-culturale...
E' di poco tempo fa: Toscana Promozione e Regione Toscana avevano organizzato una trasferta con il rappresentante dell'Unione Industriale Pratese per valutare l’opportunità per le imprese pratesi di un’eventuale collaborazione con la provincia dello Zhejiang. Il risultato dell'operazione, pagata evidentemente con soldi pubblici, si riassume nel commento lapidario del presidente dell'Unione Riccardo Marini: “Se la missione doveva servire come risposta ai dubbi che avevamo, non ha purtroppo centrato l’obiettivo”.
Le strutture visitate, fa sapere l’associazione pratese, non presentano infatti interesse per le aziende del distretto, in quanto in un ipotetico rapporto di collaborazione “avrebbero ben poco da dare ma piuttosto molto da prendere”. Gli enti di formazione e i laboratori di analisi presi in considerazione mostrano interesse principalmente sulla confezione, allo scopo evidente di colmare un forte gap di tecniche e di competenze, “che è apparso chiaro e significativo dall’esame dei prodotti locali dell’abbigliamento”.
”Probabilmente in Cina esistono poli di eccellenza nel tessile e nella confezione – ha detto Riccardo Marini – ma non sono quelli che hanno fatto vedere alla delegazione toscana: forse la provincia cinese di riferimento non è quella giusta, o magari non lo è stata la selezione delle strutture da visitare”. “Fatto sta – conclude – che la missione è venuta in contatto con realtà incentrate non sul tessile ma sull’abbigliamento e con un profilo tale da non avere nulla da insegnare, ma casomai tanto da imparare”. E conclude “quel che è certo è che non ci possiamo permettere di fare un tutoraggio senza ritorni ai principali concorrenti dei nostri confezionisti. Il know how del distretto, che sia nel tessile o nell’abbigliamento o in qualsiasi altro comparto, non si vende né, tanto meno, si svende”.
Come vedete, siamo alle comiche finali. Addirittura si confonde il tessile con l'industria della confezione. I politici ed i loro tecnici non hanno idea di che cosa si stia parlando. L'importante è andare per il mondo a stringere mani e partecipare a ricchi banchetti, poi se si confondono le lucciole con le lanterne, vorrà dire che il prossimo viaggio consentirà di aggiustare il tiro. Non gli manca (ai politici) né il tempo né i soldi (nostri). Gente cresciuta e formatasi nei corridoi dei partiti o nelle associazioni affiliate e fiancheggiatrici, incapace di distinguere un telaio da una manovra viene designata a guidare le politiche di rilancio della nostra economia regionale.
Questo deve fare paura. Allora sì che la Cina e i Cinesi possono rappresentare una minaccia. Ma non per la loro aggressività, bensì per la nostra inettitudine.
Daniela Simionato
Ho sempre pensato che un sì grande paese potesse rappresentare un'opportunità più che una minaccia a patto che le politiche commerciali tra i due paesi fossero progettate e sviluppate secondo disegni preordinati in un'ottica imprenditoriale di lungo periodo. Il tutto, senza perdere di vista i possibili effetti collaterali, quali i problemi socio-economici che i nostri vicini di Prato stanno vivendo sulla propria pelle.
Il fatto che l'azienda della mia famiglia operi nel settore moda, mi porta a guardare con una sensibilità particolare a questo comparto che ho conosciuto da sempre, nella buona e nella cattiva sorte.
Fatta questa premessa, devo dire che quando sentivo politici di rango parlare della questione, qualche brivido mi correva lungo la schiena. Così quando Prodi invitava ad aprire i nostri porti alle merci provenienti dalla Cina, non era difficile prevedere quello che di lì a poco sarebbe successo: il porto di Napoli inondato di container zeppi di tutto, ma proprio tutto, sotto l'occhio tollerante di funzionari al soldo della malavita organizzata.
E che dire del nostro governatore Rossi che parla più come un console onorario di quella repubblica popolare che come presidente di una regione dove uno dei più importanti distretti industriali (Prato, appunto) ha subìto una devastazione che rischia di culminare in un genocidio socio-culturale...
E' di poco tempo fa: Toscana Promozione e Regione Toscana avevano organizzato una trasferta con il rappresentante dell'Unione Industriale Pratese per valutare l’opportunità per le imprese pratesi di un’eventuale collaborazione con la provincia dello Zhejiang. Il risultato dell'operazione, pagata evidentemente con soldi pubblici, si riassume nel commento lapidario del presidente dell'Unione Riccardo Marini: “Se la missione doveva servire come risposta ai dubbi che avevamo, non ha purtroppo centrato l’obiettivo”.
Le strutture visitate, fa sapere l’associazione pratese, non presentano infatti interesse per le aziende del distretto, in quanto in un ipotetico rapporto di collaborazione “avrebbero ben poco da dare ma piuttosto molto da prendere”. Gli enti di formazione e i laboratori di analisi presi in considerazione mostrano interesse principalmente sulla confezione, allo scopo evidente di colmare un forte gap di tecniche e di competenze, “che è apparso chiaro e significativo dall’esame dei prodotti locali dell’abbigliamento”.
”Probabilmente in Cina esistono poli di eccellenza nel tessile e nella confezione – ha detto Riccardo Marini – ma non sono quelli che hanno fatto vedere alla delegazione toscana: forse la provincia cinese di riferimento non è quella giusta, o magari non lo è stata la selezione delle strutture da visitare”. “Fatto sta – conclude – che la missione è venuta in contatto con realtà incentrate non sul tessile ma sull’abbigliamento e con un profilo tale da non avere nulla da insegnare, ma casomai tanto da imparare”. E conclude “quel che è certo è che non ci possiamo permettere di fare un tutoraggio senza ritorni ai principali concorrenti dei nostri confezionisti. Il know how del distretto, che sia nel tessile o nell’abbigliamento o in qualsiasi altro comparto, non si vende né, tanto meno, si svende”.
Come vedete, siamo alle comiche finali. Addirittura si confonde il tessile con l'industria della confezione. I politici ed i loro tecnici non hanno idea di che cosa si stia parlando. L'importante è andare per il mondo a stringere mani e partecipare a ricchi banchetti, poi se si confondono le lucciole con le lanterne, vorrà dire che il prossimo viaggio consentirà di aggiustare il tiro. Non gli manca (ai politici) né il tempo né i soldi (nostri). Gente cresciuta e formatasi nei corridoi dei partiti o nelle associazioni affiliate e fiancheggiatrici, incapace di distinguere un telaio da una manovra viene designata a guidare le politiche di rilancio della nostra economia regionale.
Questo deve fare paura. Allora sì che la Cina e i Cinesi possono rappresentare una minaccia. Ma non per la loro aggressività, bensì per la nostra inettitudine.
Daniela Simionato
domenica 25 settembre 2011
Compilation estate 2011
Finita l'estate è tempo di bilanci... ma non quelli statali o di aziende. Il bilancio che voglio fare è quello musicale, visto che in estate c'è un leggero proliferare di canzoni che cercano di accaparrarsi il nomignolo di "tormentone".
Ce ne sono stati veramente tanti, ed è veramente difficile scegliere, soprattutto per i gusti che ognuno ha... io in questo post vi consiglio di sentire (e forse merita anche scaricarlo) questa compilation che ho trovato su youtube, veramente di ottima qualità!!
Ce ne sono stati veramente tanti, ed è veramente difficile scegliere, soprattutto per i gusti che ognuno ha... io in questo post vi consiglio di sentire (e forse merita anche scaricarlo) questa compilation che ho trovato su youtube, veramente di ottima qualità!!
venerdì 23 settembre 2011
Scomparso? No... sono appena ri-tornato
Oh mamma, quant'è che non scrivevo in questo blog (una vita).
Se penso che invece alla fine dell'estate scorsa non facevo altro che scrivere, uno si poteva quasi preoccupare, visto che da quando sono tornato dal mare, non ho scritto niente.
Il motivo del poco scrivere è che il tempo è sempre meno, soprattutto per la vicinanza dell'esame di stato che devo affrontare a breve per l'iscrizione all'albo dei dottori commercialisti.
Poi ci sono sempre le solite cose che riniziano: lavoro e sport vari in primis... ormai oltre ai libri “scolastici” non riesco neanche a leggere gli altro (anche se quello che mi hanno regalato sui portieri per il compleanno l'ho divorato subito... ma ero ancora in una fase embrionale nello studio, quindi avevo un po' più di tempo).
Ri-inizia la stagione invernale in tutti i sensi, è molte cose ad oggi sono rincominciate: come detto il lavoro, il tennis, il calcetto...
Molto tempo poi in questi giorni me l'ha tolto il video che volevo fare dell'estate 2011, ma ormai le tutele del copyright sono talmente diffuse che non si può mettere nessun video in rete... basta che ci sia anche un frammento di una musichetta e BAM ti bloccano il video, peccato che intanto ti fanno fondere il computer che per ore ed ore carica il video. E tanto per avere poco da fare, mi si è davvero guastato per il troppo riscaldamento... menomale tutto è salvo, visto che è bastato cambiare la ram, per un costo complessivo tra ram nuova e intervento di 85 euro, che però (anche lì) avevo la possibilità di risparmiare, perchè il computer era ancora in garanzia, ma purtroppo dovevo portarlo all'Euronics a Prato (d'ora in avanti mi sa che non comprerò più niente fuori Pistoia che abbia una garanzia sopra).
Comunque non mi posso lamentare... il peso corporeo è sotto controllo senza troppi sforzi (avevo preso una brutta strada, con troppi troiai ingeriti), ho passato dei bei momenti in estate, tra i quali festa della birra e croda in darsena tra i più belli... e poi s'è chiuso la stagione con il compleanno della mia sorella, che a questo giro è stato molto meno traumatico dell'anno scorso (vi ricordate il racconto che ho fatto nel blog, con i peggio giri per Firenze?)
A questo giro il compleanno è stato quasi perfetto (e molto simile a quello che era l'idea per il mio compleanno, anche se in un posto diverso): cena-buffet (molto buffet) a casa mia in giardino senza far spendere nulla agli invitati (tra l'altro è stata l'occasione per fare l'ultima rimpatriata con gli amici del mare), con musica di sotto fondo by toccao-deejay (ormai sono un esperto), con torta super per chiudere il cerchio... e poi tutti al Lidò che praticamente chiudeva la stagione estiva.
I problemi non sono mancati:
- poco prima del dolce s'è messo a gocciolare acqua fangosa, quindi mini fuggi-fuggi in casa, per poi tornare fuori con la torta
- arrivati al Lidò c'è toccato tornare indietro perchè nonostante si fosse in 20, non gli andava bene che due avessero i bermuda... quindi praticamente un'ora passata in macchina per fare due volte andata e ritorno.
Comunque bella è stata la girata per il centro di Pistoia tutti insieme prima della trasferta in discoteca, facendo notare che Pistoia non è così male se si sa come vivere la propria città (questo lo dico sempre... un esempio: io alla biciclettata della solidarietà c'ero vestito da bagnino, e mi sono proprio divertito, ma chi di solito si lamenta? Molto probabilmente non c'era, altrimenti cambiava idea).
Mmmm..... c'è dell'altro? Mah, sembra di no, mi sembra di aver scritto abbastanza.
Non so se e quando ritornerò a scrivere su questo blog (visto che tra l'altro sto scrivendo dall'ufficio... cosa che non potrei fare, visto che il capo addirittura non mi fa studiare neanche mezz'ora quando sono a lavoro, figuriamoci scrivere), però ora sapete che sono vivo e vegeto... ci mancherebbe altro :)
Spero che anche tutti voi abbiate passato una buona estate e che la “brutta stagione” sia iniziata nel migliore dei modi, tra impegni e momenti di piacere.
L'importante è non diventare dei poveri comunisti :)
A parte gli scherzi (visto che è sempre citato , non voglio contribuire anch'io a fomentare discussioni su di lui), vi lascio con una frase ad effetto, che spero vi dia forza interiore per chi è un po' giù di morale:
Se penso che invece alla fine dell'estate scorsa non facevo altro che scrivere, uno si poteva quasi preoccupare, visto che da quando sono tornato dal mare, non ho scritto niente.
Il motivo del poco scrivere è che il tempo è sempre meno, soprattutto per la vicinanza dell'esame di stato che devo affrontare a breve per l'iscrizione all'albo dei dottori commercialisti.
Poi ci sono sempre le solite cose che riniziano: lavoro e sport vari in primis... ormai oltre ai libri “scolastici” non riesco neanche a leggere gli altro (anche se quello che mi hanno regalato sui portieri per il compleanno l'ho divorato subito... ma ero ancora in una fase embrionale nello studio, quindi avevo un po' più di tempo).
Ri-inizia la stagione invernale in tutti i sensi, è molte cose ad oggi sono rincominciate: come detto il lavoro, il tennis, il calcetto...
Molto tempo poi in questi giorni me l'ha tolto il video che volevo fare dell'estate 2011, ma ormai le tutele del copyright sono talmente diffuse che non si può mettere nessun video in rete... basta che ci sia anche un frammento di una musichetta e BAM ti bloccano il video, peccato che intanto ti fanno fondere il computer che per ore ed ore carica il video. E tanto per avere poco da fare, mi si è davvero guastato per il troppo riscaldamento... menomale tutto è salvo, visto che è bastato cambiare la ram, per un costo complessivo tra ram nuova e intervento di 85 euro, che però (anche lì) avevo la possibilità di risparmiare, perchè il computer era ancora in garanzia, ma purtroppo dovevo portarlo all'Euronics a Prato (d'ora in avanti mi sa che non comprerò più niente fuori Pistoia che abbia una garanzia sopra).
Comunque non mi posso lamentare... il peso corporeo è sotto controllo senza troppi sforzi (avevo preso una brutta strada, con troppi troiai ingeriti), ho passato dei bei momenti in estate, tra i quali festa della birra e croda in darsena tra i più belli... e poi s'è chiuso la stagione con il compleanno della mia sorella, che a questo giro è stato molto meno traumatico dell'anno scorso (vi ricordate il racconto che ho fatto nel blog, con i peggio giri per Firenze?)
A questo giro il compleanno è stato quasi perfetto (e molto simile a quello che era l'idea per il mio compleanno, anche se in un posto diverso): cena-buffet (molto buffet) a casa mia in giardino senza far spendere nulla agli invitati (tra l'altro è stata l'occasione per fare l'ultima rimpatriata con gli amici del mare), con musica di sotto fondo by toccao-deejay (ormai sono un esperto), con torta super per chiudere il cerchio... e poi tutti al Lidò che praticamente chiudeva la stagione estiva.
I problemi non sono mancati:
- poco prima del dolce s'è messo a gocciolare acqua fangosa, quindi mini fuggi-fuggi in casa, per poi tornare fuori con la torta
- arrivati al Lidò c'è toccato tornare indietro perchè nonostante si fosse in 20, non gli andava bene che due avessero i bermuda... quindi praticamente un'ora passata in macchina per fare due volte andata e ritorno.
Comunque bella è stata la girata per il centro di Pistoia tutti insieme prima della trasferta in discoteca, facendo notare che Pistoia non è così male se si sa come vivere la propria città (questo lo dico sempre... un esempio: io alla biciclettata della solidarietà c'ero vestito da bagnino, e mi sono proprio divertito, ma chi di solito si lamenta? Molto probabilmente non c'era, altrimenti cambiava idea).
Mmmm..... c'è dell'altro? Mah, sembra di no, mi sembra di aver scritto abbastanza.
Non so se e quando ritornerò a scrivere su questo blog (visto che tra l'altro sto scrivendo dall'ufficio... cosa che non potrei fare, visto che il capo addirittura non mi fa studiare neanche mezz'ora quando sono a lavoro, figuriamoci scrivere), però ora sapete che sono vivo e vegeto... ci mancherebbe altro :)
Spero che anche tutti voi abbiate passato una buona estate e che la “brutta stagione” sia iniziata nel migliore dei modi, tra impegni e momenti di piacere.
L'importante è non diventare dei poveri comunisti :)
A parte gli scherzi (visto che è sempre citato , non voglio contribuire anch'io a fomentare discussioni su di lui), vi lascio con una frase ad effetto, che spero vi dia forza interiore per chi è un po' giù di morale:
NON importa come parti ma come ARRIVI...Oggi è il primo giorno del tuo futuro.
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