sabato 22 novembre 2008

L’inizio della fine?

Ad uno dei corsi che sto frequentando, un argomento mi ha ipnotizzato… i cicli di Kondratiev. Di sicuro vi starete chiedendo che cosa sono; ora vi spiego tutto con “pezzi” che si trovano in rete su tali “onde”.

Di cosa si parla? Di lunghi cicli economici.

Chi era Nicolai Kondratiev? Un economista russo; nel 1925 osserva che lo sviluppo delle economie di mercato è caratterizzato da onde o cicli lunghi 50-55 anni. Ogni ciclo a quattro fasi:
- primavera (investimento, crescita, creazione di ricchezza)
- estate (limite della crescita “esponenziale”)
- autunno (rallentamento della prosperità)
- inverno (depressione, declino)
Ogni nuovo ciclo ha come motore, nel suo periodo di crescita, un’innovazione tecnologica.

Perché lo tiro in ballo? Perché è stato l’unico economista a prevedere la crisi del ’29/’32

E che c’entra? C’entra, c’entra…
Le sue onde hanno previsto non solo la crisi del ’29, ma tutte le oscillazioni del lungo periodo più o meno dalla rivoluzione industriale al 1940.

I primi tre cicli sono ben definiti:
1) 1800-1848 (la macchina a vapore): crisi del 1848
2) 1848-1896 (la ferrovia) che comprende il periodo della grande depressione: dal 1873 al 1896
3) 1896-1940 (motore a scoppio, elettricità), crisi del 1929.
4) 1940-? (industria petrolifera, elettronica, petrolio fonte d’energia)

Quando si conclude il quarto ciclo? Esistono tre punti di vista su questo argomento:
1) i cicli di Kondratiev non esistono più; erano validi per il 19° e l’inizio del 20° secolo, ma non lo sono più oggi
2) il quarto ciclo è terminato e la crisi (l’inverno) ha avuto luogo negli anni 1970 con la scossa petrolifera. Siano in un nuovo ciclo (n° 5) che dovrebbe arrivare ad un nuovo inverno a partire dal 2010-2020 (altri sostengono che siamo già al giro di boa…)
3) il ciclo n° 4 non è terminato. E’ molto più lungo dei cicli precedenti. Un periodo di grande crescita basato sull’utilizzo del petrolio a prezzi bassi e gli interventi delle banche centrali nel mondo economico ha spostato l’inverno di Kondratiev, ma non lo ha fatto scomparire.

Esistono dunque tre opzioni :
1. Assenza di cicli, assenza di crisi, la fine del petrolio ha luogo senza crisi. (Questo non è uno scherzo, potete leggerlo ogni giorno nei giornali)
2. Ciclo n°5, approccio dell'inverno di Kondratiev con il picco di produzione del petrolio
3. Ciclo n°4, lo scenario è quello di un ciclo più lungo e dunque di un inverno più violento che si accompagna dall'arrivo del picco di produzione.

Cosa succederà? Sapete cosa ho letto? Che la recessione durerà dai 25 ai 30 anni.

Mi devo preoccupare? No. Non ci posso fare nulla.

Allora che fare? Sapere. Questo è l’importante. Sapere che il benessere generalizzato può essere finito. Sapere che possiamo andare incontro a problemi mai visti dalla nostra generazione.

Cosa mi devo aspettare? Un nuovo momento di penuria. Di crisi economica.
“Ma il mondo è ormai diverso”, questo è vero. Ci sono nuovi assetti, nuove realtà, nuovi bisogni. MA E’ GIUSTO SAPERE.
L’unico luogo comune in questo caso è: MAL COMUNE MEZZO GAUDIO.

Chiudo l’argomento con una frase di Jean Monnet: “Gli uomini accettano il cambiamento soltanto nella necessità e vedono la necessità soltanto nella crisi”.


Fonte: http://www.dani2989.com/matiere1/kondratievoilit.html
http://blog.libero.it/senzasoggetto/5684813.html

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