giovedì 17 dicembre 2009

Come va l'università?

DECIMO RAPPORTO SUL SISTEMA UNIVERSITARIO: LA LAUREA TRIENNALE? CI VOGLIONO QUASI 5 ANNI.

Il primo dato che balza in evidenza è un certo calo di efficienza del sistema formativo: i laureati sono pur sempre a quota 300mila, ed è un elemento significatico, ma il tempo medio per prendere la laurea triennale è quasi cinque anni (4 anni e 7 mesi per la precisione) superando il 50% della durata canonica. Questo è quanto emerge dal Decimo rapporto sullo stato del sistema universitario, presentato ieri a Roma dal Cnvsu, il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario.

In calo gli iscritti e le matricole. Dopo i picchi toccati in seguito all'avvio della riforma (338mila nel 2003-04) gli immatricolati sono a quota 307mila 533 nel 2007-08. Ancora: se nel 2002-03 i "maturi" che si iscrivono all'università sono il 74,5% nel 2007-08 sono il 68,4%. Decisamente positivo il fatto che migliora, nell'arco dei dieci anni, la percentuale degli "studenti regolari", ovvero degli iscritti in corso: sono oltre un milione, pari al 60,2% nel 2007-08 (erano il 56,3% nel 1998-99, con il vecchio ordinamento). Migliora anche la percentuale relativa alle mancate iscrizioni al secondo anno: per la prima volta sono scese al 17,5% (si aggiravano intorno al 20% dal 1998-99).

Negli ultimi tre anni si registra peraltro un peggioramento della percentuale dei laureati in corso: meno di uno su tre, il 29,9%, si laurea nei tempi previsti (erano il 39,9% nel 2005). In compenso la percentuale di laureati regolari nei corsi di laurea delle professioni sanitarie, ad accesso programmato a livello nazionale, è decisamente superiore alla media degli altri corsi di primo livello; infatti il 54,2% del totale dei laureati in tali corsi ottiene il titolo nei tempi previsti (con il 13,9% di "precoci"), il 25,3% invece impiega un anno in più.

I docenti intanto invecchiano. Oltre un docente su 4 ha più di 60 anni (ero uno su 6 nel 1998). L'incremento più consistente di docenti over 60 si registra per gli ordinari (dal 37% al 53%). Si innalza, poi, di 1 anno e mezzo l'età di ingresso dei ricercatori, oggi a quota 36,3 anni. Inoltre, l'auspicata mobilità dei docenti non ha dato i frutti attesi: i concorsi e le norme di contenimento della spesa hanno favorito, nelle scelte operate dalle univeristà, le promozioni interne di docenti già in servizio.

Fonte: La Nazione

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