mercoledì 29 febbraio 2012

L'Italia di Superciuk

Ma è ancora accettabile che, nel Paese con gli stipendi più bassi di Europa (e nonostante ciò molti non arrivano a prenderli), il capo delle carceri guadagli il doppio di Obama, i commessi del Senato più del re di Spagna e (da qui, forse, il boom delle mozzarelle in carrozza alla buvette) e molti consiglieri regionali sian più ricchi di Sarkosy?
Pugni nello stomaco. Anche perchè il salasso fiscale per mantenere tutto ciò, non accenna a fermarsi: la benzina è tassata al 65%, pagheremo per la casa dove abitiamo e a marzo l'Irpef regionale ci dissanguerà.
Una situazione scellerata. Come se la filosofia economica del periodo, più che da Galabraith o da Milton Friedman fosse mutuata da Superciuk. Ricordate? Nei fumetti di Alan Ford, era il supereroe alla rovescia che rubava ai poveri per dare ai ricchi.
L'Italia di oggi sembra ispirarsi proprio da lì: spremere la gente comune per perpetuare privilegi a politici autoreferenziali e papaveri di Stato.
La sola differenza è che nell'Italia-Superciuk nessuno ruba ma tutto è perfettamente legale. Un Paese più o meno caricaturale persino di un fumetto.

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