domenica 15 aprile 2012

La poesia di Simone Magli recensita da Roberto Carifi. Premi e riconoscimenti

"Quando dal cuore / mi nasce la poesia, quando l'assoluto / immortala il mio tempo, la vita è una donna / che fa vibrare le corde del mio animo in estasi".

Uno dei maggiori poeti italiani contemporanei, Roberto Carifi, segue con attenzione l'evoluzione poetica di un giovane pistoiese, Simone Magli, cui dedica nel numero di aprile di "Poesia", uno spazio in cui analizza la sua trasformazione, dove "il dolore del buio" interiore di Simone si apre, lasciandosi alle spalle le poesie mosse dalla negatività - osserva Carifi - dove la scrittura appariva "quasi depressiva, contratta". "Simone Magli - scrive Carifi - è un giovane pistoiese di cui mi sono sempre interessato, trovando in lui ottime qualità poetiche. Ora - osserva il poeta - ci sono degli spazi aperti, l'apertura è il luogo preferito del poeta, "quest'infinito momento" dove prevale la donazione, il ringraziamento, per quanto Simone non dimentichi mai, anche noi non lo dimentichiamo, che il dolore è la linfa della vita. La compassione è la più alta delle virtù, e ne troviano tanta nei nuovi versi di Simone Magli".

Queste parole sono senza'altro il premio migliore per Simone che continua, comunque, a mietere successi nei concorsi a cui prendere parte. Si è classificato terzo (sezione aforismi) al Premio Nazionale di Filosofia di Certaldo, dove sarà premiato il 20 maggio e la rivista bimestrale "Osservatorio Letterario" ha pubblicato tre sue liriche tra cui "Eterno": "Camminerò al buio sui tuoi passi / fino a che non si volterà il tuo sorriso / a confermarmi che non è stato tutto vano".

E' stato segnalato al XXIII Concorso di poesia "Sabatino Circi" di Rieti sul tema della Patria con "Notte Bianca". "...Incisi il poetare sul cuore del borgo / e due ali di vento mi portano in cielo".
In tutte le librerie e dal suo blog (www.simonemagli.blogspot.com) infine, c'è un essenziale libretto di Magli che si intitola "La solitudine di certi voli": "Ho colto un giglio / sul fondo del mare. Esemplare raro /mi sorride. Dolcemete ha compreso / il mio immobile / bisogno d'amore".

venerdì 13 aprile 2012

Trota lo statista

Luigi Lusi è l'ex tesoriere della Margherita che ha sottratto al partito qualcosa come 13 milione di euro. Da quando è stato scoperto gira per il Senato senza la benché minima idea di dimettersi.

Nemmeno Filippo Penati, ex braccio destro di Bersani, ha idea di mollare. E' indagato per corruzione e concussione, ma di lasciare il consiglio regionale della Lombardia non ci pensava proprio.

Le cose non vanno diversamente nel centrodestra. Claudio Scajola pare sia ancora a chiedersi chi gli abbia pagato l'appartamento vista Colosseo, ma non è mai sfiorato dall'idea di dimettersi dal Parlamento.

Così come Alfonso Papa, che è stato in carcere per concussione, e Nicola Cosentino, che in prigione non c'è stato nonostante l'accusa infamante di collusione con la camorra.

Ma in quale buca morale è scivolata la Politica se persino un tipo improbabile come il Trota (quello che "la Leaga ce l'ha d'oro!") arriva a dare lezioni etiche a tutti costoro e a molti altri ancora?

sabato 7 aprile 2012

Contromano

Per snellire il traffico, il Ministero dei Trasporti ha dato parere positivo perchè le biciclette possano viaggiare contromano nei centri cittadini.

Si suv chi può, verrebbe da dire, pensando che così facendo si può andare anche contro un bus.

Ma in fondo non è una sorpresa. Questo è un Paese abituato a viaggiare contromano.

A un'anziana taglia la pensione da 800 a 600 euro spingendola al suicidio mentre ai partiti, da Rifondazione al Pdl, aumenta i rimborsi elettorali del mille per cento; alla gente comune impone sacrifici immediati mentre agli ex presidenti della Camera Violante e Bertinotti li rinvia di dieci anni; i tartassati fiscali veri, ovvero tutti i dipendenti a busta paga, subiscono in silenzio il salasso, mentre i privilegiati come Sabrina Ferilli strillano contro lo Stato che "tassa troppo i ricchi".

Un Paese in perenne controsenso etico. Com'era pensabile che solo le biciclette potessero restare nelle regole?

domenica 4 marzo 2012

Costa Concordia show

I nove indagati non c'erano e anche di naufraghi non se ne sono visti molti. In compenso, ieri a Grosseto c'era una legione di giornalisti e una folla di curiosi. Tutti insieme a dare vita al "Costa Concordia show".

Sì, l'incidente probatorio, che i giudici non a caso avevano organizzato in un teatro, si è da subito trasformato in un banale happening mediatico.

Misteri da svelare non ce n'erano, tantomeno il bisogno di testimoniare qualsivoglia solidarietà.

Quella folla era lì, semplicemente, come qualche mese prima aveva presenziato ad Avetrana davanti al cancello di zio Michele e, prima ancora, a Cogne o a Garlasco.

Il turismo delle tragedie, che ruzza con la morte come se il dolore fosse solo un ingrediente naif del reality chiamato vita.

Dicono ci sia una chiave per leggere tutte le cose: nel caso, l'impressione è che questo sia un Paese che ama guardare le cose dal buco della serratura.

Il buongusto? In rotta di collisione con un'Italia alla deriva.

giovedì 1 marzo 2012

Censimento 2011: pistoiesi residenti a Viareggio a rischio multa

Rischiano grosso quei pistoiesi (e non solo loro) che, pur abitando e lavorando in città, hanno la residenza a Viareggio e ancora non hanno consegnato il censimento 2011 sulla popolazione.

Il comune della città versiliese ha infatti tutta l'intenzione di multare e cancellare dalle liste anagrafiche i cittadini che ancora non hanno presentato i moduli.

La conseguenza, per chi ha la residenza a Viareggio (si calcola che i pistoiesi siano davvero tanti, come anche i pratesi e i fiorentini) è quella di dover pagare più tributi comunali, dalla tariffa ai rifiuti ambientali all'Imu, non più calcolata come prima casa.

In pratica una vera e propria stangata fiscale, effetto di meccanismi automatici previsti per legge.

Il tempo per mettersi in regola sta ormai per scadere: l'amministrazione comunale di Viareggio ha fissato la chiusura definitiva del censimento per il 10 marzo.

Più che la minaccia teorica della maxi multa, a spaventare i ritardatari dovrebbe essere la perdita della residenza, con quel che ne consegue sul piano fiscale. L'abitazione passa infatti da prima a seconda casa e i vari tributi aumentano notevolmente.

mercoledì 29 febbraio 2012

L'Italia di Superciuk

Ma è ancora accettabile che, nel Paese con gli stipendi più bassi di Europa (e nonostante ciò molti non arrivano a prenderli), il capo delle carceri guadagli il doppio di Obama, i commessi del Senato più del re di Spagna e (da qui, forse, il boom delle mozzarelle in carrozza alla buvette) e molti consiglieri regionali sian più ricchi di Sarkosy?
Pugni nello stomaco. Anche perchè il salasso fiscale per mantenere tutto ciò, non accenna a fermarsi: la benzina è tassata al 65%, pagheremo per la casa dove abitiamo e a marzo l'Irpef regionale ci dissanguerà.
Una situazione scellerata. Come se la filosofia economica del periodo, più che da Galabraith o da Milton Friedman fosse mutuata da Superciuk. Ricordate? Nei fumetti di Alan Ford, era il supereroe alla rovescia che rubava ai poveri per dare ai ricchi.
L'Italia di oggi sembra ispirarsi proprio da lì: spremere la gente comune per perpetuare privilegi a politici autoreferenziali e papaveri di Stato.
La sola differenza è che nell'Italia-Superciuk nessuno ruba ma tutto è perfettamente legale. Un Paese più o meno caricaturale persino di un fumetto.

martedì 21 febbraio 2012

Ricchezza - l'importanza di programmare a lungo termine

C’era, in California, un paesino molto arido, nel quale mancava spesso l’acqua. Ce n’era a sufficienza per tutti solo quando pioveva, cosa che accadeva assai di rado. Data la situazione, il sindaco decise di indire un appalto per la fornitura idrica dal quale risultarono vincitori a pari merito due concorrenti di nome John e Richard.

Uno dei due, John, si mise subito al lavoro. Tutte le mattine si alzava, prendeva due secchi, andava al fiume, li riempiva, li portava nella cittadina e li versava in un pozzo. Così, pian piano, lavorando dalla mattina alla sera e dal lunedì al venerdì, arrivò a riempirlo, dopodiché cominciò a vendere ogni secchio d’acqua al prezzo di un dollaro. C’erano centinaia di persone da rifornire ogni giorno in paese e, per questo, John iniziò ad accumulare una discreta quantità di denaro.

Richard, invece, scomparve per un po’. Il sindaco non vide la cosa di buon occhio, perché sperava si creasse una sana concorrenza fra i due, a tutto vantaggio dell’efficienza del servizio e della qualità dell’acqua. Ciò però non accade sin dall’inizio e John, che era rimasto, ne era ben contento. Continuò a fare il suo lavoro e a guadagnare un bel po’ di soldi.

Tuttavia, dopo sei mesi, a sorpresa tornò Richard e tutti si chiesero dove fosse stato. Raccontò di essere stato a Los Angeles, una grande città, alla ricerca di soci finanziatori. Una volta raggiunto un accordo e tornato in paese, formò una nutrita squadra di operai e fece costruire un lungo acquedotto che dal fiume portava l’acqua direttamente al pozzo del paese.

Quindi, sette mesi dopo la vincita dell’appalto, Richard era in grado di offrire, con ottima efficienza, acqua pulitissima e, in più, a un quarto del prezzo a cui John vendeva acqua non perfettamente pura. Inoltre, grazie all’acquedotto, poteva fornirla non solo di giorno ma anche di notte e sette giorni su sette. A quel punto, ovviamente, tutti iniziarono a comprare l’acqua da Richard.

John cosa fece? Non rimase certo con le mani in mano: non voleva vedere andar perso tutto il lavoro che aveva fatto per sei mesi con grande fatica, né permettere che Richard gli soffiasse l’impiego con tanta facilità. Allora cosa pensò di fare? Stabilì di vendere l’acqua a un prezzo inferiore rispetto a quello praticato da Richard. Acquistò altri due secchi e iniziò a caricarsi quattro secchi alla volta, facendo veramente una fatica immensa.

Per alleggerirsi un po’ decise di assumere i figli in modo che coprissero i turni di notte e il week-end. A questo punto anche lui arrivò a fornire abbastanza acqua per tutti e riuscì a riconquistarsi qualche cliente che voleva spendere di meno. Purtroppo non poté durare, perché John aveva coinvolto l’intera famiglia in un’attività pesantissima, senza riposo e tutto per pochi spiccioli.

Richard, intanto, lavorava comodamente seduto a una scrivania, aveva i suoi spazi per rilassarsi e andava in vacanza, quindi si godeva la vita grazie ai soldi che gli arrivano in quantità, senza faticare più di tanto. In più non tenne fermo il suo denaro, lo investì e, visto che l’affare andava così bene, decise di costruire altri acquedotti per rifornire di acqua tutti i paesi vicini. Ebbe un tale successo che poté permettersi di abbassare ancora il prezzo dell’acqua. Infatti, anche se avesse guadagnato un solo centesimo per ciascun secchio d’acqua, poteva comunque contare su un tal numero di richieste da permettersi di campare di rendita per il resto della vita. A questo punto John, non potendo più gestire la concorrenza, chiuse l’attività.