mercoledì 9 febbraio 2011

L'economia secondo me (1)

In questi giorni mi stanno venendo in mente varie ipotesi sul perchè c'è questa crisi, come mai la gente non trova lavoro (e chi ce l'ha, lo perde)... ma anche cose più in generale che portano a dire: "Come si è fatto ad arrivare fino a questo punto e come facciamo ad uscirne".

Nel farneticare sono arrivato ad una delle conclusioni che è collegata al mondo del lavoro (questa è una prima parte della mie teorie, le altre saranno snocciolate nei giorni prossimi).

Pensavo alla situazione delle famiglie di oggi: pochi matrimoni, pochi figli, tante separazioni... ad essa ho collegato la disoccupazione e sono arrivato ad una conclusione un po' "maschilista", ma che mi sembra che non faccia una grinza.

Quando tutto andava bene c'erano molte famiglie dove il padre lavorava, la madre stava a fare la mamma/moglie e i figlioli andavano a scuola.

Quadro che si è rilevato molto solido, ma che si è rotto quando ha iniziato la donna a darsi al lavoro extra-casalingo... non è che non ce ne fosse bisogno, ma questo ovviamente ha portato ad avere un aumento della gente impiegata nel lavoro (fino ad arrivare ad una saturazione).

Questo ha provocato varie conseguenze... e la prima di queste che viene fuori è: c'è troppa gente che lavora!!

Questa è una prima delle tante conclusioni a cui sono arrivato:
- il fatto che un disoccupato non trova lavoro è perchè c'è già tanta gente che lavora;
- il fatto che c'è gente che perde il lavoro è perchè c'è recessione, l'economia va male e, quindi, non c'è bisogno di tutti questi occupati.

Soluzione a questo problema? Forse sono troppo legato alle speranze, ma sono molto fiducioso della famosa "mano invisibile" che regola il mercato... lo squilibrio che si è creato troverà con il tempo un nuovo equilibrio.

Domani mi spiegherò meglio sul fatto di ritrovare l'equilibrio perduto...

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