lunedì 30 agosto 2010

Prigionieri nell'ingorgo del secolo

Sono tornato ieri sera dal mare, dopo una vacanza da catalogare tra le migliori, nonostante sia rimasto sempre al Lido.

Tornato senza torvar traffico, a differenza di altre parti, come ad esempio in Cina, dove abbiamo avuto un ingorgo da primato. Questo è l'articolo de "La nazione" del 25 agosto.

TITOLO: Prigionieri nell'ingorgo del secolo. Cina, in coda fino a metà settembre.

"Ingannano il tempo giocando a carte, su giornali e cartoni stesi a terra nei pochi centimetri che sono liberi da camion e auto e che servono anche per sgranchirsi le gambe. Sono migliaia le persone bloccate su una autostrada cinese nel più grande ingorgo della storia, che quello del film "Un giorno di ordinaria follia", dove Michael Douglas esasperato dal traffico di Los Angeles comincia a sparare all'impazzata, è roba da ragazzi. Cento chilometri che sono diventati una prigione per tutti i mezzi attorno a Pechino, diretti da o verso la Mongolia e quindi - proseguendo - il Tibet. I punti estremi del blocco sono da una parte Huaian, nella provincia di Hebei, dall'altra Jining, nella Mongolia interna.

L'autostrada non ha retto la chiusura della principale arteria parallela, la National Expressway 110, la strada lungo la quale corre il traffico dei mezzi pesanti che trasportano soprattutto il carbone estratto dalle miniere mongole, ancora fonte di reddito per molti. La strada nazionale è chiusa per lavori di rifacimento dell'asfalto, che non ha retto negli anni la pressione del traffico, e quindi qualsiasi trasporto è dirottato su una autostrada che è già di per sè molto frequentata da pendolari e dai cinesi che si racano in varie parti dell'immensa nazione. I primi disagi ci sono stati dieci giorni fa e da allora, in pratica, si contano i prigionieri del serpentone, che si muove a fatica (e mai a più di tre chilometri l'ora, è stato calcolato) e con lunghe soste. I lavori sulla 110 finiranno a metà settembre, c'è il rischio che per quel periodo ci sia ancora qualcuno bloccato, visto che non ci sono uscite lungo questo tratto in grado di far defluire il traffico.

A non tutti è andata male, comunque. Visto che l'ingegno si aguzza nei momenti più delicati, le persone che vivono lungo i cento chilometri si sono improvvisati commercianti e vendono, dai lati della strada, generi di conforto ai disperati automobilisti, mentre il governo ha concentrato centinaia di pattuglie nella zona per vedere se si riesce a cavare un ragno dal buco. Ma i prigionieri da Guinness ormai hanno capito che la loro "detenzione" durerà ancora diversi giorni."

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