Anche oggi vi voglio riportare un articolo della nazione che è stato scritto da un lettore del quotidiano riguardo alle difficoltà in questi tempi di crisi di riuscire a guadagnare qualcosa... il problema è semplice: se metto poco "ricarico" su quel che vendo, continuo ad avere la clientela, altrimenti chiudo per mancanza di compratori (almeno che non prenda la strada alternativa del nero, con le sue conseguenze).
"Ogni mattina leggo sulle locandine dei quotidiani titoloni sull'attività della Guardia di Finanza o dell'Agenzia delle Entrate per accertare e reprimere l'evasione fiscale. 'Ispezionati 20 alberghi per accertare il reddito dei clienti' oppure 'controllati i documenti di proprietà degli yacht del porto di Viareggio' e via di questo passo.
Terrorismo fiscale che fa solo danni a chi lavora seriamente. Sono un professionista e, forse è difficile a credersi, mi sono sempre fatto un punto d'onore di fatturare tutto, in pratica di non fare il famoso "nero". Ciò non di meno faccio sempre più fatica a tirare avanti perchè, nelle parcelle che rimetto ai miei clienti, ci deve pur essere anche una parte per me oltre alla quota ingentissima che devo necessariamente esigere per lo Stato sotto forma di Iva, Irpef, Irap e altre varie. E poichè la mia clientela è formata per lo più da privati i quali l'Iva non la deducono, per essi questa imposta costituisce un "prezzo". Per cui su 1000 euro di incasso 175 circa sono Iva, 340 Irpef, 11 addizionali, 40 Irap, 140 contributo previdenziale: totale 706 euro. Poi ci sono le spese generali. Ciò che resta è il guadagno del professionista. Altro che 43% di pressione fiscale! Francamente è un'imposizione pesantissima, che costringe il lavoratore autonomo onesto a essere "carissimo" con i propri clienti non per arricchirsi, ma per soddisfare le pretese dello Stato. Ne consegue che i clienti sono poi i primi a chiedere di fare il "nero" per avere un po' di risparmio".
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